domenica 29 gennaio 2012

La Nobiltà d’animo

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La Nobiltà d'animo si nasconde
"non serve mostrarsi e spesso è assai pericoloso"
La Nobiltà d'animo la si declina,la si nega come fosse un onta
Io sono bastarda, io sono vendicativa,io sono...qualcuno di cui avere paura.
La nobiltà d'animo sotto le macerie di quel che di lei resta lentamente muore.
Carolina Verzeletti

La nobiltà d'animo in se stessi e negli altri

In se stessi negata perché in essa sono compresi talenti come sensibilità,dolcezza,empatia, generosità
negli altri la si nega perché è assai difficile guardare il mostro e non vederlo come tale.

Ma senza salire i gradini più alti della nostra società dove il discernimento fra buono e cattivo è più vivido e dove i "mostri" delle Governace  politica e non, non lascerebbero ombra di dubbio in fatto della loro malvagità, non alziamoci fin là dove arrivò il Buddha accontentiamoci almeno per ora di rimanere fra noi amici,famiglia,colleghi di lavoro, blogger...e cerchiamo la nostra Nobiltà in noi e negli altri.

Che male orribile sarà mai mostrare  di essere sensibili e  desiderare di prendersi cura del tuo simile?
Il prezzo, la pena che si paga quando l'altrui arrivismo e spesso vittimismo dal dito si prende il braccio.
Il prezzo delle nostre aspettative e se si vuole egoismo, quando ci appare che il nostro fare e dare non venga adeguatamente ricompensato.

A questo punto dovremmo riguardare meglio dentro noi stessi...un piccola e sincera riflessione

Autodifesa apparire freddi,duri è difendersi difendere noi stessi dalla nostra Nobiltà
Accusare,giudicare è senza ombra di dubbio più veloce e leggero di scavare a fondo nell'altrui persona,come fare a concepire un suo comportamento infimo,errato?Perdonarlo ed accoglierò?Forse gurdando i nostri comportamenti infimi?Dio ci scampi "noi" siamo perfetti senza macchia puri e duri e  nel mentre la nostra nobiltà muore.

Eppure la Nobiltà d'animo ti salverà e salverà il mostro...provare per credere.

*Nelson Mandela disse: Non fa mai male avere un opinione troppo alta di una persona:spesso questo la nobilità e la fa agire meglio"

*Viktor Frankl scriveva: noi che abbiamo vissuto nei campi di concentramento possiamo ricordare quegli uomini che camminavano fra le baracche confortando gli altri e dando via l'ultimo pezzo di pane che avevano.Saranno stati anche pochi,numericamente,ma hanno dato prova sufficiente che un essere a umano si può togliere ogni cosa tranne una,l'ultima delle libertà dell'uomo : la scelta dell'atteggiamento da tenere in ogni specifico insieme di circostanze ,ossia la scelta del proprio modo di essere"

Mi sono ritrovata tante volte in circostanze dove per non farmi aggredire dalla società ho commesso un aggressione ancora più violenta ho violentato la mia Nobiltà d'animo..ho sempre portato dentro di me un episodio che lessi in un libro, ancora adolescente
"Un signore molto educato e gentile andava tutte le mattine all'edicola per comprare il giornale,puntualmente l'edicolante era scontroso e maleducato, un giorno l'amico gli disse -ma perché non lo mandi a quel paese- ed il signore rispose -non sarà certo lui ad insegnarmi come mi devo comportare e come devo essere- e credo che questo sia sufficiente per farci riflettere sul senso della Nobiltà d'animo e che a questo punto sia doveroso chiedersi "chi sono e chi voglio essere"

Alla fine mi arresi io sono come sono e vincerò la mie battaglie comunque ma non necessariamente con i mezzi ed i fini che non mi appartengono.

Ma un punto resta in me ancora oscuro la Nobiltà degli altri che non sempre dietro il velo delle arrabbiature ,delusioni, e dalla mia prigione dei residui di alcune mie credenze non riesco a scorgere.

Primo passo non giudicare,osserva,ascolta ma stai in silenzio.Se non provi non lo potrai mai sapere se questa è una sciocchezza o una possibile verità.

Scorgi la Nobiltà in te stesso e negli altri

« Che cos'è, dunque, l'uomo? noi l'abbiamo conosciuto come forse nessun'altra generazione precedente; l'abbiamo conosciuto nel campo di concentramento, in un luogo dove veniva perduto tutto ciò che si possedeva: denaro potere, fama, felicità; un luogo dove restava non ciò che l'uomo può "avere", ma ciò che l'uomo deve essere; un luogo dove restava unicamente l'uomo nella sua essenza, consumato dal dolore e purificato dalla sofferenza. Cos'è, dunque, l'uomo? domandiamocelo ancora. È un essere che decide sempre ciò che è. »
Viktor Frankl (Homo patiens. Soffrire con dignità)

 

*Brani tratti da Il cuore saggio di Jack Kornfield

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