Premessa:
Sarà che questa mattina mi sono alzata con una sensazione insolita,sarà che a volte succede di avere idee strambe forse anche un po’ stupide…che ho pensato di scrivere una nuova categoria di post
”le parole che vorresti sentirti dire”
Nel mondo delle solitudine, nel mondo delle parole che stordiscono, nel mondo in questo mondo in cui non arriva mai la domanda che vorresti sentirti fare, del saluto non arriva mai al momento giusto,
insomma quando vorresti sentirti dire le parole che vorresti e tutto tace…queste parole da qualche parte esisteranno pure…
Io credo che attraiamo ciò che vogliamo, io credo nella forza della parole, io credo che attraiamo i nostri maestri , i nostri libri, le nostre poesie esattamente al momento giusto, basta che davvero lo vogliamo.
Non saranno sempre dei veri post ma frasi,domande…poesie,dialoghi
sarà esattamente ciò che stavi cercando se è quello che vuoi…sei libero di scrivere tutto quello vuoi commenti,se lo vuoi…vorrei dare vita ad una rete di sentimenti,emozioni, legami…
Cosa le persone vorrebbero sentirsi dire, cosa vorresti sentirti dire?
Scrivilo dillo, e lascia che così sia…
Introduzione:
La società è morta il giorno in cui ha smesso di avere coscienza del diritto e del dovere, dovere di esercitare il proprio diritto dinanzi al potere.
La società è morta senza estrema unzione.
n.c.
da Filosofipercaso.com
Ho trovato questa frase fra i miei tanti vagabondaggi per blog alla ricerca sempre di “non so cosa” è cosi che amo definire quella sensazione di vuoto che percepisco a volte,essa chiede di essere alimentata, cosi nelle ore notturne o nella calma dei giorni del far nulla mi trasformo in “cacciatrice di pensieri” e “ladra d’immagini” .
Amo ascoltare le persone raccontarsi e la lettura è un ottima attività d’ ascolto,forse è un ascolto atono nei toni e negli umori, è privo di vista ma è un ascolto che apre un vista ben maggiore quella dell’intelletto e dell’intuizione, leggere fra le righe richiede il non-giudizio, è un attività di riflessione sulle sensazioni, ragionamento e razionalità possono fuorviare e portare lontano dal vero intento d’espressione dell’autore, se mentre leggiamo lo parafrasiamo e dialoghiamo con noi stessi sfociando cosi in una critica senza rinvio a giudizio, a differenza del “dialogo” verbale che avviene lì per li ,qui abbiamo tutto il tempo di documentarci, di rimandare a domani ogni qualsivoglia risposta lasciando scemare ogni atteggiamento stizzoso e superbo del nostro io, abbiamo tutto il tempo di ascoltare quali sensazioni ed emozioni suscita questo dialogo non-verbale in noi.
La regola è: che quando leggiamo gli scritti di altri siano opinioni, scambi di battute in una chat, racconti o spezzoni di sé, è quella dell’ascolto silenzioso senza pensieri di sottofondo combattendo contro ogni giudizio o pregiudizio, questa “mia personale regola” vuole ricordarmi che non è la mia persona che si esprime ma è il frutto dell'altrui coscienza, a volte può accadere che questa possa apparirci in modo trasfigurato, celando il vero volto dell’anima dell’ altra persona a causa della sua stessa mancanza di consapevolezza di sé facendo emergere solo un “io” imbestialito, rancoroso, in alcuni casi si eleva il livello della stupidità, cosi come l’ignoranza può manifestarsi con un fraseggio nonsense, altre volte emerge invece tutta la pienezza dell’anima, della conoscenza e dell’esperienza ma di fatto nel bene e nel male tutti siamo lì con la nostra storia e la nostra verità.
A volte invece può succedere che vado alla ricerca delle parole che vorrei sentirmi dire.
Quando mi incammino verso questo tipo di ricerca so già dall’inizio che ciò che ricerco sono esattamente “quelle parole” di cui ancora non ho prova della loro esistenza,che ancora non hanno una consistenza dentro di me, ma un qualcosa mi dice –che, si! Da qualche parte esistono- proprio quelle parole che mai nessuno ti dice ma di cui tu hai bisogno oppure che non arrivano quando dovrebbero e allora la mia diventa una ricerca senza sosta,senza stanchezza,risoluta a proseguire la mia ricerca mai abbastanza dissetata ,mai abbastanza sfamata, cosi come accadde una notte … quando finalmente udii da un racconto un breve scambio di battute fra due sconosciuti-amici al momento di salutarsi dopo un ricco viaggio in treno di sensazioni e scoperte interiori e fu cosi che finalmente sentii le parole che volevo sentirmi dire
“-Ricorda ancora: “la notte è incinta ”! Partorirà sempre un nuovo giorno.
-Per cui non aver mai timore, amico.”
”Non avere mai timore” esse mi regalarono forza ed entusiasmo, quel “non avere mai timore” è suonato nelle orecchie del mio profondo come un abbraccio rassicurante, protettivo , come il bacio della benedizione sulla fronte, chi non ricorda; se almeno una volta nella vita ne ha ricevuto uno, la fantastica sensazione “d’immortalità” seppur passeggera che lascia impresso sulla pelle e nell’anima.
Chi più ti ama ti benedice nel nome di Dio o degli dei, e a te mai potrà accadere nulla, nulla che non possa risolversi al rinascere di un nuovo giorno,sei benedetta dall’amore di chi ti ama, ora e per sempre.
Cosi allo stesso modo ho ascoltato, condiviso e sentita mia la frase d’apertura di questo articolo in questo caso arrivata a sorpresa e senza essere ricercata, un caso di serendipity , cercavo altro, ho udito queste parole di sfuggita, avevo anche fretta, ma mi fermai e rimasi ad ascoltarle e contemplarle (contemplare le parole, un altro vantaggio delle parole scritte)
In esse ho visto rispecchiato tutto il mio “malessere” di questi ultimi giorni verso l’attuale società e i fatti tristi e spiacevoli che si susseguono in questo periodo.
Questo mondo di Uomini che si presenta ai miei occhi come una una medievale roccaforte ormai in disfacimento, simbolo di una civiltà mai evoluta, simbolo della necrosi in atto dei sentimenti e dei valori , sintomo di disaffezione o forse si tratta solo di un sentimento di profondo dolore, della Natura nei confronti del genere umano, che anche lei abbia perso le speranze?
Carolina Verzeletti
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